domenica 10 gennaio 2010

Autorealizzazione

Un nuovo concetto di salute, e dunque di uomo. L'individuo sano non è più quello che raggiunge la normalità, ma chi giunge all'autorealizzazione, al pieno sviluppo delle proprie capacità. Non è più l'uomo malato di Freud che aspira alla normalità. Ma non è nemmeno lo statico "uomo macchina" che deve semplicemente dare risposta agli stimoli ambientali. L'uomo degli psicologi umanisti è un uomo che tende alla autorealizzazione perchè quello è lo scopo dell'esistenza umana.

Antonio Meneghetti

giovedì 3 dicembre 2009

Medicina e autenticazione

Interrogato sulla relazione paziente-medicina, un medico chirurgo specializzato in anestesia, nonché ontopsicologo, risponde: “Il fatto che, nelle società postindustriali, una persona su due si rivolga alle medicine alternative innanzitutto significa che la richiesta di salute non è assolutamente soddisfatta dalla medicina ufficiale e, considerato poi che neppure le medicine alternative la soddisfano totalmente, ne consegue che l’oggetto reale è la ricerca della salute, che in tanti non comprendono ma che fa intravedere la possibilità di un grande business dietro questa richiesta.

In realtà nella vita accade almeno un’ occasione in cui qualunque persona ha un ripensamento sulla rigidità del proprio stile di vita, ma a questo punto diventa importante il tecnico che si incontra; il cliente mette il dubbio - al tecnico di turno - circa la propria responsabilità per il problema che porta; ma il tecnico deve essere anche un capace lettore della soggettività umana e non cadere nel tranello. A tale scopo è utile per l’operatore, in medicina come in qualunque altro campo, seguire un training di autenticazione secondo il metodo ontopsicologico”.

martedì 3 novembre 2009

Il progetto di natura

Come nel corpo, sul piano medico, il sistema immunitario – sebbene sembri centripetato nel midollo – in realtà è equamente distribuito in tutto l’organico, altrettanto l’anima non può essere oggettivata in una specifica zona, ma sta dovunque. Quando la casa è costruita, il progetto di quella casa fatto dall’architetto è nel sincronismo funzionale dell’oggetto in questione. Questa è l’anima o In Sé ontico: il progetto attivo risultante del disegno con proprio scopo.

“Progetto” etimologicamente significa l’a priori, il premeditato, il prepensato, il pregettato per, una forma per. “Progetto” viene dal lat. “pro-iectum”, “pro-icio”: pre-gettare, pro-gettare (il “pre” va messo prima e dopo; dovremmo dire “preiectum pro”); quindi “esposto per”.

Il progetto è un principio con facoltà di individuare, specificare e metabolizzare tutto ciò che gli è proprio nell’ambito del reale (il reale è tutto ciò che esiste, che sia energetico, spirituale, materiale, chimico o ecologico), per cui diviene reale e fa evoluzione secondo una sua precisa forma dal principio.

approfondimenti su www.ontopsicologia.org

giovedì 1 ottobre 2009

Laurea specialistica in Ecobiologia

Il Corso di Laurea ha l’obiettivo di fornire un’avanzata preparazione su teorie, problemi ed applicazioni dell’ecologia moderna relativi alla conservazione della biodiversità, al funzionamento degli ecosistemi, delle reti trofiche e delle popolazioni oltre che all’introduzione di nuovi tipi di organismi, compresi quelli geneticamente modificati (OGM). I laureati saranno preparati per la ricerca scientifica e tecnologica orientata alla produzione di nuove metodologie di “sviluppo sostenibile”. Sara’ posta particolare attenzione al metodo scientifico, agli approcci sperimentali e alle tecniche ed ai metodi di acquisizione ed analisi dei dati per lo studio del ruolo del disturbo e delle sue attenuazioni nei meccanismi di persistenza dei sistemi ecologici.

Il laureato specialista dovrà essere in grado di lavorare in autonomia, assumendo anche responsabilità di progetti e strutture e di svolgere attività di innovazione scientifica e tecnologica, nonché di supporto alla progettazione di organismi modificati. Le attività professionali e di progetto riguarderanno ambiti ecologici correlati a discipline biologiche, nei settori di ricerca, controllo e sviluppo dell’industria, dell’agricoltura, della sanità e della pubblica amministrazione, con particolare riguardo alla tutela degli organismi animali e vegetali e della biodiversità, alla lotta contro gli organismi nocivi, allo sfruttamento delle popolazioni ed al controllo degli effetti biologici dell’inquinamento. Ampio spazio sara’ dedicato alle attivita’ pratiche di campo e di laboratorio indispensabili per la prova finale.

giovedì 27 agosto 2009

L’ecobiologia, l'arte del costruire ed abitare in modo sano

Bisogna ricordarlo, la casa ê molto più di un semplice rifugio fatto di quattro mura che sorreggono un tetto. Oltre alla sua funzione contro le intemperie, la casa deve permettere uno sviluppo sano, tanto sul piano fisico che su quello mentale e spirituale. È un luogo nel quale dobbiamo poterci ritemprare, riposare, ricaricare oppure creare e meditare e perché no, isolarci qualora ce ne fosse bisogno.

Costruire e/o abitare in modo sano non significa un “ritorno nel passato”, né austerità o eliminazione dei comfort. Non è neanche, come molti potrebbero pensare, un banale fenomeno di moda o un lusso riservato a qualche privilegiato, ma piuttosto il bisogno di ritrovare il semplice e legittimo piacere di vivere in un luogo nel quale regna un ambiente piacevole, un certo calore – quello che non si misura in gradi centigradi – grazie all’armonia ed alla buona circolazione delle energie racchiuse.

Ciascuno può mettere alla prova la sua propria sensibilità testando la sensazione che si prova quando si varca la soglia di una casa, di un appartamento o trovandosi in un luogo pubblico (negozio, ristorante). Se certi luoghi vi invitano a prolungare la vostra presenza, semplicemente perché vi ci sentite bene, altri invece avranno tendenza a farvi scappare a gambe levate. Certo, non ci si propone di cambiare la terra o di scombussolare il mondo; ma esistono delle soluzioni per rendere un luogo più accogliente e soprattutto più benefico.

Questo è precisamente lo scopo dell’ecobiologia.

venerdì 24 luglio 2009

Fondamentalmente l’Ontopsicologia analizza il valore positivo e creativo presente in ogni essere umano. Da questo punto di partenza è possibile portare avanti una ricerca con l’intento di formalizzare una strategia orientata verso il training e la realizzazione di personalità creative che possano dare un contributo all’evoluzione del contesto sociale e civile.
Nella sua indagine ha isolato il criterio di identità elementare – l’In Sé ontico e relative pulsioni – come costante base di sanità e funzionalità. L’In Sé ontico (il principio formale intelligente dell’essere umano, cioè il nucleo o forma dell’unità di azione uomo) è il criterio operativo e certificante che garantisce l’esattezza di conoscenza sia in campo scientifico che in ambito esistenziale, ed in particolare consente la riuscita economica.
La novità dell’Ontopsicologia si basa su tre scoperte proprie: campo semantico, In Sé ontico e monitor di deflessione. L’isolamento del campo semantico ha consentito:
1) di individuare un Iso (In Sé ontico) che costituisce la normotipia del criterio umano, come individuo e come specie; ciò consente il recupero del codice base che rende possibile il vettore di esattezza in qualsiasi autoctisi storica;
2) di individuare l’esistenza di un meccanismo (monitor di deflessione) deviatore delle informazioni base sensorie. Questo impone un’angolazione fissa che non sempre dà l’esatta corrispondenza con il reale.

domenica 21 giugno 2009

Lo psicoterapeuta

Lo psicoterapeuta è un tecnico che sa leggere la “protosemantica” del cliente e la espone alla coscienza di questo, affinché il cliente possa agire volontariamente ed aprire la metanoia ricostituente. La direttività è duplice:

a) forzato orientamento sull’Io del cliente
b) selezione tematico-prospettica degli argomenti.

Orientare il cliente sulla selezione tematico-prospettica significa, quindi, una certa costrizione di introspezione su fatti-chiave di se stesso. La direttività è empatica per il fatto che lo psicoterapeuta rileva la scelta etica senza aggiungere la propria etica. Si può fare obbiettiva psicoterapia quando psicoterapeuta e cliente possono interagire su una totalità di contatto ontico esistenziale: l’essere totale del cliente è colto su tutte le sue varianti emozionali e psichiche nel limite storico della seduta. Lo psicoterapeuta è in grado di seguire l’emozionalità del cliente facendosi emozionalità risonante la pulsione di questo, ma con coscienza distinta. Lo psicoterapeuta deve muoversi con ogni dinamica per creare il contatto con il punto primario del cliente. Cerca di creare dei momenti dinamici all’insaputa di questo: il discutere su alcuni modelli di complesso, di fissazione oggettuale, di rapporti del passato che strutturano il presente, di interferenze regressive di Super-Io, etc., deve essere effettuato attraverso la tattica del muoversi in periferia per guadagnare il centro. In virtù del contatto con la centralità organismica dell’altro, lo psicoterapeuta è in grado di vedere la scissione tra l’Io e l’In Sé, di discriminare le pulsioni di quest’ultimo dalle pulsioni complessuali e di verbalizzare con insistenza la pulsione dell’In Sé all’Io (direttività).

approfondimenti su: ontopsicologia e antonio meneghetti